Cottanello

Dall’incantevole centro storico del borgo medievale alla chiesa rupestre di San Cataldo, dalla cava di marmo rosso amato dal Bernini fino alla Villa degli Aurelii Cottae, un affascinante itinerario ci condurrà alla scoperta di Cottanello e dei suoi tesori nascosti, situati nel cuore dei Monti Sabini.

Il toponimo Cottanello deriva da un’importante ramo della gens Aurelia, gli Aurelii Cottae, che servì Roma con personaggi di spicco nella vita politica e militare. Situato ai confini tra Lazio e Umbria, a circa venti chilometri da Rieti ed altrettanti da Terni, il borgo di Cottanello conserva l’aspetto fortificato del XII secolo, con le sue torri e le due cinte murarie concentriche tra le quali corre la “ronda”. Tra la Porta del Regno e la Porta Romana, lungo le strade del borgo, sulle facciate degli antichi palazzi, si possono osservare gli stemmi della famiglia Orsini che governò il paese per circa 500 anni.

IMG_0610Nei pressi del borgo, incastonato nella roccia, si trova l’incantevole Eremo di San Cataldo, chiesa rupestre dedicata al santo Vescovo morto a Taranto durante il pellegrinaggio in Terra Santa. La cappellina all’interno custodisce l’affresco del Redentore, risalente al XII secolo, ed altri pregevoli affreschi di epoca quattrocentesca. Più a nord, in una verde radura, si trovano le cave del marmo rosso noto sin dal I sec. a.C.. A Roma la presenza del Cottanello si diffuse ampiamente nel corso del XVII secolo. Esso trovò largo impiego nel pieno del periodo barocco per la realizzazione dei più diversi elementi architettonici e scultorei di molte delle chiese del centro storico (S. Agnese in Agone, S. Andrea al Quirinale, San Lorenzo in Lucina, S. Maria degli Angeli, S. Maria del Popolo, …) e all’interno di S. Pietro in Vaticano, il marmo di Cottanello fu impiegato dal Bernini per la costruzione delle stupende 44 colonne poste intorno agli altari laterali della Basilica.

La Villa Romana sita in località Collesecco, si colloca tra le grandi ville rustiche sabine del territorio di Forum Novum, capoluogomosaico2 dell’antica regione; la sua economia era incentrata sulla produzione di colture specializzate quali la vite e l’olivo e la loro distribuzione sul mercato romano tramite il Tevere e la via Salaria. Ogni ambiente è riccamente decorato con mosaici prevalentemente geometrici in bianco e nero ma anche con riproduzioni vegetali e animali realizzate con tessere policrome. Tra le diverse fasi costruttive, il periodo di maggiore splendore è quello intorno al I e il II sec. d.C., durante il quale si è cambiato radicalmente l’aspetto della villa grazie l’ampliamento degli ambienti, l’inserimento dell’impianto termale nella sua maggiore estensione, la realizzazione dei pavimenti a mosaico, l’inserimento del peristilio e l’utilizzo di  muratura in opus reticulatum, in gran parte realizzata con pietra locale.

Periodo: tutto l’anno – Min 10 partecipanti – Info e prenotazioni alla sezione Contatti

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